Il capitano Sully ha l’Alzheimer.

Sì, quel Capitano Sully.

L’uomo che ha abbandonato il volo US Airways 1549 nel gelido fiume Hudson il 15 gennaio 2009. Tutti ce l’hanno fatta. Un doppio bird strike ha ucciso entrambi i motori. Non l’ha fatto.

L’ha chiamata “fase iniziale”.

Per ora è poca roba. Dimenticare un nome che dovrebbe conoscere. Raccontare la stessa storia due volte. Dormire male. E’ l’inizio di un lungo cammino.

‘Saremo coraggiosi insieme’

Ha smesso di essere riservato su cose come questa. Ha intenzione di parlare ad alta voce. Combattere la malattia con la stessa grinta che ha dimostrato su quel fiume. Vuole attirare le persone. Far loro capire.

Prima di volare per trent’anni per la US Airways era solo un pilota. Dopo il 2010 ha appeso la divisa al chiodo. Tom Hanks lo ha interpretato in un film che andava bene soprattutto per via del volo vero e proprio.

Aspettare. Lo sapevi?

Cinque cose che probabilmente hai dimenticato quel giorno:

  • L’equipaggio di volo pensava di essere atterrato su una pista. Hanno aperto le porte. L’acqua scorreva dentro. Allora seppero.
  • Ogni passeggero su quel volo ha ottenuto lo status Elite di primo livello per un anno gratuito. Proprio così.
  • Il CEO della US Airways Doug Parker è andato a New York. Ha lasciato la sua valigetta in un garage. Il quartier generale è stato evacuato pensando che fosse una bomba. Era solo la sua borsa.
  • Quella mattina Parker aveva un incontro con l’American Express. Amex voleva aumentare la propria trattenuta sul credito. Quella tariffa extra avrebbe potuto mandare in bancarotta la compagnia aerea in quel momento. Parker è stato richiamato prima che arrivasse il messaggio. L’ironia è pesante.
  • Il Planet Hollywood di Las Vegas ha preparato un cocktail per questo. Lo chiamavano il Miracolo sull’Hudson. Era blu. L’acqua dell’Hudson non è blu. Ero confuso.

Il presidente Biden lo scelse come rappresentante degli Stati Uniti presso l’ICAO. Grado di ambasciatore. Il Senato lo ha confermato. Ha fatto un buon lavoro.

Adesso il lavoro è interno.

Il cervello è la cabina di pilotaggio adesso. E il tempo sta cambiando.