L’amministrazione Trump sta dispiegando agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) negli aeroporti di tutto il paese a partire da lunedì, nel tentativo di alleviare i crescenti ritardi ai controlli di sicurezza causati dallo shutdown parziale del governo in corso. La mossa, annunciata domenica dallo zar di frontiera Tom Homan, rappresenta un controverso tentativo di sostenere la Transportation Security Administration (TSA) mentre persiste lo stallo dei finanziamenti.
Ceppo TSA indotto dallo spegnimento
La decisione deriva dalle crescenti interruzioni ai posti di blocco della TSA nelle ultime cinque settimane. La chiusura, iniziata il 14 febbraio, ha costretto gli agenti della TSA a lavorare senza retribuzione, portando a un aumento delle chiamate, delle dimissioni e a tempi di attesa notevolmente più lunghi per i viaggiatori. Il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale (DHS), che supervisiona sia la TSA che l’ICE, rimane al centro della disputa sui finanziamenti a Washington.
La situazione è critica perché la mancanza di finanziamenti ha un impatto diretto sul personale di sicurezza: senza retribuzione, il morale e il livello del personale diminuiscono, rendendo più difficile mantenere processi di screening efficaci.
Dettagli di distribuzione ICE
Gli agenti ICE si concentreranno principalmente sui ruoli di supporto logistico tradizionalmente gestiti dagli ufficiali della TSA, piuttosto che sullo screening diretto dei passeggeri o dei bagagli. Homan ha menzionato specificamente l’impiego di agenti per monitorare le uscite sicure dei terminal, liberando il personale della TSA per compiti di screening più critici.
“Non vedo un agente dell’ICE guardare una macchina a raggi X, perché non è addestrato a farlo.” – Tom Homan
Il numero esatto di agenti ICE schierati e a quali aeroporti verrà data la priorità non è chiaro, anche se si prevede che quelli con le code più lunghe riceveranno assistenza iniziale.
Reazioni dal settore dei viaggi
L’annuncio ha suscitato critiche immediate da parte dei sindacati e un certo scetticismo da parte del settore dei viaggi. La Federazione americana dei dipendenti governativi (AFGE) ha affermato che gli agenti dell’ICE non hanno la formazione necessaria in materia di sicurezza aerea.
“Gli agenti ICE non sono formati o certificati in materia di sicurezza aerea… Mettere personale non addestrato ai controlli di sicurezza non colma una lacuna. Ne crea una.” – Everett Kelley, Presidente dell’AFGE
L’Associazione degli assistenti di volo ha fatto eco a questo sentimento, esortando il Congresso a finanziare interamente la TSA piuttosto che fare affidamento su personale non addestrato.
Airlines for America, il gruppo di lobbying dell’industria aerea, non ha ancora rilasciato una dichiarazione pubblica sull’argomento. L’aeroporto internazionale di Seattle-Tacoma (SEA) ha riconosciuto di essere a conoscenza del piano e ha dichiarato che sta monitorando la situazione in coordinamento con i partner federali.
Perché è importante
L’implementazione degli agenti ICE evidenzia la gravità dell’impatto della chiusura sulle infrastrutture critiche. Sebbene intesa come una soluzione temporanea, solleva interrogativi sui protocolli di sicurezza a lungo termine e sulla dipendenza da agenzie non specificatamente addestrate nella sicurezza aerea.
La mossa sottolinea l’urgente necessità di una soluzione politica all’impasse dei finanziamenti, poiché le continue interruzioni rappresentano una minaccia crescente sia per la sicurezza dei viaggi che per la stabilità economica.
La situazione rimane fluida e sono attesi ulteriori aggiornamenti man mano che l’implementazione dell’ICE si svolge.


























