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La FAA limita i voli a Chicago O’Hare per prevenire il caos

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La Federal Aviation Administration (FAA) sta intervenendo per limitare gli orari dei voli all’aeroporto internazionale di Chicago O’Hare (ORD) dopo che le compagnie aeree hanno intensificato in modo aggressivo le operazioni quest’estate, spingendo la capacità dell’aeroporto al suo punto di rottura. Martedì l’autorità di regolamentazione ha emesso un avviso segnalando che i voli giornalieri saranno limitati per evitare ritardi diffusi, cancellazioni e disagi ai passeggeri.

Il problema principale? American Airlines e United Airlines sono impegnate in una battaglia per il dominio all’O’Hare, gonfiando gli orari oltre la capacità dell’aeroporto di gestirli in modo efficiente. Le compagnie aeree hanno combattuto per l’accesso ai gate in base a un accordo del 2018 progettato per incoraggiare la concorrenza, ma il risultato è stato invece un overbooking delle piste.

Questo non è un problema improvviso. L’attuale conflitto deriva da un sistema di assegnazione dei gate in cui le compagnie aeree devono utilizzare attivamente lo spazio assegnato o rischiano di perderlo. Dopo una pausa durante la pandemia di COVID-19, questa formula “usalo o perdilo” ha innescato un cambiamento nella proprietà dei cancelli, con lo United che ha guadagnato terreno mentre l’America ha ceduto un po’ di spazio.

Tuttavia, la tensione si è intensificata quest’anno quando American ha segnalato che avrebbe riconquistato i gate nel 2026. Il CEO di United Scott Kirby ha risposto promettendo di mantenere la sua posizione, anche se ciò significava aggiungere voli esclusivamente per preservare il numero dei gate. Ciò ha portato a una rapida espansione delle rotte di entrambi i vettori, con il lancio di servizi americani verso aeroporti regionali più piccoli e lo United che si è abbinato alle proprie aggiunte.

Secondo note interne, i dirigenti americani hanno accusato lo United di aver deliberatamente sovraprogrammato per minare lo status di doppio hub di O’Hare. La compagnia aerea sostiene che United sta tentando di costringere American a lasciare Chicago, una rivalità che risale a decenni fa, agli albori delle reti hub-and-spoke delle compagnie aeree.

La FAA è intervenuta dopo che gli orari erano saliti a oltre 3.080 operazioni giornaliere nei giorni di punta, superando la capacità sostenibile dell’aeroporto. L’amministratore Bryan Bedford sta ora conducendo trattative con le compagnie aeree di Washington, DC, per imporre un limite di 2.800 voli al giorno.

Il metodo esatto per ridurre gli orari rimane poco chiaro. La FAA potrebbe basare i tagli sulle attuali quote di volo (Stati Uniti a quasi il 51% e Americani al 37%), ma i dati storici mostrano percentuali leggermente diverse. Gli analisti prevedono che le compagnie aeree probabilmente ridurranno i voli regionali o consolideranno le frequenze su aerei più grandi, in modo simile a come la FAA ha affrontato i problemi di capacità all’aeroporto internazionale di Newark Liberty lo scorso anno.

In definitiva, l’azione della FAA sottolinea che le strategie competitive delle compagnie aeree talvolta si scontrano con la realtà operativa. Questa situazione evidenzia come un sistema ben intenzionato per promuovere la concorrenza possa ritorcersi contro se i vettori danno priorità al controllo dei gate rispetto all’esperienza del cliente.

Il risultato a lungo termine è incerto, ma gli osservatori del settore ritengono che nessuna delle due compagnie aeree si ritirerà completamente da O’Hare. Prevedono invece una rinnovata tregua, poiché l’aeroporto è troppo strategicamente importante perché entrambi i vettori possano abbandonarlo.

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