La recente esperienza di un viaggiatore all’aeroporto Humberto Delgado (LIS) di Lisbona evidenzia una frustrante lacuna nei diritti dei passeggeri: Cosa succede quando fai tutto bene, ma perdi comunque il volo a causa di circostanze indipendenti dalla tua volontà?
Un passeggero che volava in Business Class con TAP Air Portugal è arrivato all’aeroporto due ore prima della partenza, una raccomandazione standard per i viaggi internazionali. Senza bagaglio registrato e carte d’imbarco già in mano, si sono diretti direttamente al controllo passaporti. Tuttavia, quella che era stata pubblicizzata come un’attesa di 28 minuti si è trasformata in una dura prova di due ore.
Nonostante abbia tentato di avvisare il personale dell’aeroporto della loro partenza imminente, il viaggiatore, insieme a molti altri passeggeri, non è riuscito a passare l’immigrazione prima che il cancello si chiudesse.
Il costo dei ritardi “incontrollabili”.
Le conseguenze di questo ritardo furono inaspettate e costose. Invece di essere riprenotato sul prossimo volo disponibile, il passeggero è stato informato dallo staff TAP che avrebbe dovuto acquistare un biglietto completamente nuovo per raggiungere la destinazione.
Questa situazione rivela un significativo punto di attrito nel panorama aeronautico europeo:
- Il divario di responsabilità: Secondo le normative UE (come la CE 261), le compagnie aeree generalmente non sono ritenute responsabili per ritardi causati da entità terze come la sicurezza aeroportuale o i servizi di immigrazione. Poiché questi ritardi sono “fuori dal controllo del vettore”, la compagnia aerea non è legalmente tenuta a fornire un risarcimento.
- Politiche punitive di cambio prenotazione: A differenza di molti vettori statunitensi, che spesso inseriscono i passeggeri persi in una lista di attesa per il prossimo volo disponibile come gesto di servizio al cliente, molte compagnie aeree europee aderiscono rigorosamente al loro “Contratto di trasporto”. Ciò spesso significa che un volo perso comporta la perdita del biglietto e l’obbligo di acquistarne uno nuovo alle tariffe di mercato attuali.
- Il paradosso dell’hub: Esiste una tensione etica intrinseca quando l’hub principale di una compagnia aerea soffre di fallimenti infrastrutturali sistemici (come massicce code di immigrazione), ma la compagnia aerea rimane non attrezzata e riluttante ad assistere i passeggeri coinvolti nel fuoco incrociato.
Esiste una possibilità di ricorso?
Per il viaggiatore in questione non esisteva alcun rimedio legale immediato. La risposta dell’agente di biglietteria – che il passeggero sarebbe dovuto arrivare prima – ignorava il fatto che una finestra di due ore è ampiamente considerata sufficiente per i moderni viaggi aerei.
Questo incidente solleva diverse domande critiche per il settore:
1. Le compagnie aeree dovrebbero avere il dovere di monitorare la congestione dell’hub? Se in un aeroporto si verificano code anomale, le compagnie aeree dovrebbero essere tenute ad avvisare i passeggeri o a modificare gli orari di imbarco?
2. La politica dei biglietti “tutto o niente” è giusta? Quando un gruppo di passeggeri subisce un ritardo collettivo a causa delle infrastrutture aeroportuali, una rigida aderenza ai termini contrattuali può sembrare più una penalità che un servizio.
“Le compagnie aeree raramente sono generose oltre il contratto di trasporto pubblicato. In questi casi, i passeggeri vengono spesso lasciati a navigare in un sistema progettato per proteggere il vettore, non il viaggiatore.”
Riepilogo
Mentre ai viaggiatori viene consigliato di ritardare l’orario di arrivo, l’incidente di Lisbona dimostra che anche una preparazione “ragionevole” può fallire a causa della cattiva gestione dell’aeroporto. Poiché la sicurezza e l’immigrazione sono gestite da enti governativi, le compagnie aeree possono legalmente prendere le distanze dalle conseguenze, lasciando che i passeggeri sopportino l’intero onere finanziario del ritardo.


























